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martedì 2 maggio 2017

Tutto il mondo è propaganda

Vasto e piuttosto vario è il campionario della «comunicazione ingannevole». Dalla menzogna (la costruzione e lo «spaccio» di falsità) alla manipolazione di frame (che prevede l’operato intenzionale di alcuni soggetti nella costruzione di «cornici» ermeneutico-interpretative alterate o distorte per diffondere nei destinatari e nel pubblico una falsa percezione e ricezione dei messaggi inviati), il repertorio in materia si rivela considerevolmente nutrito.  

La storia e i metodi della comunicazione politica (nonché di quella pubblica a fini persuasivi), fino all’approdo odierno della campagna elettorale permanente, si intersecano così a più riprese, e in più (numerose) occasioni, con le prassi - e le teorizzazioni - della propaganda e della manipolazione. Termini e concetti questi ultimi non coincidenti, ma che rimandano al medesimo campo semantico e di significazione, quello della distorsione della realtà a fini persuasivi e di consolidamento del potere politico e sociale, oppure, in un altro ambito (quello economico-aziendale-commerciale), di promozione e vendita di prodotti (per il quale vale la locuzione di «pubblicità», a sua volta parola polisemica, che ha mutato pelle e cambiato significati in Occidente nel corso dei diversi periodi storici). 
Si rivela pertanto sintomatico che, nell’attuale epoca di crisi di legittimità dei sistemi politici di matrice e origine liberaldemocratica e di estensione sempre maggiore, e sempre più irresistibile, della sfera economica nella vita pubblica (tendenze ambedue databili sostanzialmente alla fine degli anni 70 del XX secolo), i confini tra «propaganda politica» e «pubblicità commerciale» siano saltati, e i travasi e i «prestiti» tra i vasi comunicanti di questi (e altri) ambiti risultino continuativi e costanti (anzi, permanenti). Si tratta precisamente di uno degli svariati esiti della contemporanea postmodernità o tarda modernità, in seno alla quale le distinzioni, le divisioni e i recinti caratteristici e costitutivi del Progetto moderno di derivazione illuministica sono stati ampiamente travalicati - e spesso sovvertiti - e la contaminazione è diventata la consuetudine «mischiando le carte» in misura irreversibile. 

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